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“facciamo dei dj set da ascoltare, visto che non si può ballare”

2020-06-29 13:11

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Music, Bellezza, DJ Set, Bar, Live, Music, Ballo, Dancing, Claudio Coccoluto,

“facciamo dei dj set da ascoltare, visto che non si può ballare”

Siamo fermi. Da mesi. Il mondo dei club non sembra ripartire. Anzi, sì. Ma con limitazioni forti. Si apre, ma non si può ballare. Si balla, ma non si

Siamo fermi. Da mesi. Il mondo dei club non sembra ripartire. Anzi, sì. Ma con limitazioni forti. Si apre, ma non si può ballare. Si balla, ma non si può stare vicini. Non si possono servire drink, anzi sì, ma non al bancone. Insomma, un bel rompicapo. Senza contare poi le diverse misure (e la diversa percezione) da regione a regione. Eppure, c’è una parte del lavoro del dj che molti celebrano ma che quasi nessuno ha abbracciato in questo periodo di stop alle dinamiche tradizionali del rapporto dj-pubblico: il set da ascolto. Che è invece una risorsa preziosa, preziosissima. Innanzitutto perché riporta il clubbing a certe radici di cui tantissimi parlano senza però poi metterle in pratica (banalmente, il Loft di David Mancuso). E poi perché risponderebbe all’esigenza e alla critica dei molti che si lamentano perché “non c’è cultura musicale”. Ecco, il dj set d’ascolto risponde anche a questa necessità, o voglia di divulgazione.

È il pensiero che ha mosso Claudio Coccoluto, fervente sostenitore dell’idea che se non si può ballare – e farlo con i club aperti “a metà” sia ancora peggio che vederli chiusi – allora è una gran bella sfida quella di pensare a una modalità da ascolto, appunto. Sull’ispirazione del Giappone e con la volontà di “raccontare” i dischi.​​   

 

"A Tokyo avevo visto i listening bar, una peculiarità giapponese, dei luoghi incredibili in cui si trova addirittura il programma dei dischi che verranno ascoltati e suonati, per esempio alle 15 i Pink Floyd, alle 16 una sonata di Bach, e così via…"  Claudio Coccoluto  sembra non avere dubbi in merito:  Non vogliamo far ballare se è un rischio. Piuttosto, facciamo ascoltare. E così nasce quest’idea, musica sotto gli alberi, un picnic elettronico, bevi mangi chiacchieri distanziato e ascolti musica che sia fantastica, perlomeno speriamo lo sia. Abbiamo disposto anche l’impianto in modo che ai tavolini ci sia un ottimo punto di ascolto, e attraverso i set miei e dei miei ospiti si svilupperà un vero viaggio nella musica”.

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Prendi uno sgabello e ascolta,  Meno chat e più musica  

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Articolo tratto da : 


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